Avete sicuramente già sentito parlare della coerenza cardiaca. Se non è il caso, andate con urgenza a vedere uno di quei migliaia di video o articoli che vi spiegheranno come la respirazione alternata ed equilibrata permetta di cambiare i battiti del cuore, quindi la sua chimica interna e tutto il vostro meccanismo emotivo e psichico. In realtà questo metodo proviene dagli insegnamenti induisti che, fin dalla notte dei tempi, utilizzano un’arte della respirazione e della postura (lo yoga, il pranayama, il tantra) per accedere alla propria piena energia. La nostra società moderna ha trasposto e divulgato queste tecniche per renderle più accessibili. È ciò che è accaduto per lo yoga e per la meditazione. E tanto meglio! Ma ciò di cui desidero parlarvi oggi non è solo una coerenza cardiaca né respiratoria.
Va ben oltre.
La coerenza è più importante della perfezione perché avrete più facilità e più flessibilità nell’essere nella vostra coerenza che nella vostra perfezione. Ma che cos’è allora la coerenza, mi direte? Come diceva Jung: "non cercate di essere perfetti, cercate di essere completi". In ebraico, la parola "Shalom" usata per dire "ciao" significa "pace". Ma la sua etimologia significa in realtà: completezza. Così, quando si usa questa parola per augurarvi la pace, significa che vi si augura di essere nella vostra completezza.
Secondo voi, a cosa assomiglierebbe la vostra completezza?
Qualche indizio: ciò che è completo non rifiuta nulla e tutto trova il proprio posto giusto, anche se ciò può muoversi a ogni istante.
Cercare di nascondere qualcosa, di restringere o negare non vi aiuterà a liberarvi delle sensazioni di blocco! Al contrario, accogliere significa permettere di circolare, di respirare, di soffiare. A volte è bastata una sola parola, a una certa età, uno sguardo o un gesto, perché la mente analitica spaventata inviasse un messaggio al cervello emotivo per mettere in atto sistemi di difesa. Un irrigidimento. Tanta energia utilizzata per un meccanismo presto assurdo... E basterà allo stesso modo una parola che permetta alla mente di focalizzarsi in modo diverso per vedere il mondo - e se stessi - altrimenti.
Sull’esempio di un’amministrazione in burn out, un sistema nervoso incoerente arriva quando troppi "dossier" non sono stati archiviati, trattati, letti. E non è altro che questo: leggere una volta poi decidere di buttare nella spazzatura o di mettere in un luogo più adatto. Allora c’è spazio per decidere ciò che volete vedere per primo, ciò che deve essere più facilmente accessibile.
Il musicista ha questa particolarità: utilizza la sua sensibilità e la sua emozione come ingrediente essenziale. Voler tagliare fuori certe emozioni non è quindi la soluzione. Ciò che disturba non è mai l’emozione in sé, ma la paura di questa emozione. I più grandi campioni sono spesso quelli che hanno più emotività e paura. L’unica differenza è che hanno imparato ad addomesticarle - e non a metterle in un cassetto.
Secondo me, ciò che varia tra un mindset fisso (per riprendere l’espressione di Carol Dweck, di cui vi consiglio il libro), cioè una mente che si ferma al risultato e vede ogni evento come una finalità in sé, e un mindset di crescita che crea un ambiente interiore favorevole al successo, è una buona autostima. Non un’autostima che dice "sono fantastico" (e il giorno dopo "sono scarso!"). No, un’autostima costante, rassicurante ed equilibrata.
Orbene, una buona autostima non significa essere felici tutto il tempo o vivere belle avventure. Significa essere a proprio agio con il fatto che possano esserci emozioni sgradevoli come la tristezza, la rabbia o la paura.
Una cattiva autostima è avere paura di avere paura. Una buona autostima ha la capacità di ascoltare questa paura. E non si tratta di una qualità superiore né di un talento a parte!
I geni, lo sappiamo ormai, hanno un’influenza molto limitata rispetto al potere della nostra mente. In realtà, se vi sembra di mancare ogni giorno di questo terreno favorevole, rallegratevi perché potrete diventarne padroni. Virtuosi! E la vostra libertà sarà dunque nel vostro potere, e non più un colpo di fortuna qua e là.
Si tratta di imparare a usare la vostra capacità di attenzione in modo diverso da quando passa attraverso il neocorteccia (mente analitica). Usando la vostra attenzione per modificare le vostre frequenze di onde cerebrali, inviate poco a poco nuove informazioni e connessioni. Il vostro cervello rassicurato invia un messaggio che "va tutto bene" anche se questa situazione non è ideale in questo momento. Eppure, con un messaggio rassicurante, potete requisire le risorse di cui avete bisogno, invece di essere sopraffatti dallo stress.
Ecco come trasformare poco a poco la vostra autostima: trasformando le reazioni del vostro sistema nervoso, ricreate un terreno favorevole.
E ciò passa attraverso:
☞ allenare la vostra mente ogni giorno con nuovi sistemi di pensiero
☞ accogliere diversamente le emozioni quando si presentano
Nell’allenamento del vostro sistema di pensiero, ci sono molte azioni possibili. Essere osservatori, ma anche imparare a conoscere il vostro vero motore, ciò che nel gergo da coach si chiama "i valori". Se la vostra "zona di genialità" è il gioco, voler assomigliare a un musicista "serio" non vi aiuterà. Se avete bisogno di esprimere la vostra personalità "pazzerella", questa è una fonte di energia. Allo stesso modo, se siete molto visivi, non cercate di memorizzare prima attraverso l’udito. Servitevi della vostra capacità. Se è il contrario o se siete soprattutto cinestetici, fate lo stesso. (*parlerò presto dei diversi sistemi di ottimizzazione dell’apprendimento di un brano)
In definitiva, non esiste un solo modo di essere performanti.
Esiste solo il vostro.
E a volte avete dimenticato ciò che vi rende performanti (male, d’altronde molto francese, accentuare ciò in cui si è "deboli" dimenticando ciò in cui si è bravi). Da qui la necessità di tornare alla vostra coerenza.
La coerenza è anche il legame tra energia e materia. Ancora una volta, la mente analitica si ferma a ciò che vede e percepisce attraverso i sensi. È un’esperienza della materia. Ma sappiamo, dalle scoperte quantistiche del secolo scorso, quanto tutto sia fatto di energia e in realtà vari a partire dal 99,9% di vuoto. Non sarà dunque a partire dalla materia ma dall’energia che vi sarà possibile creare vere e profonde trasformazioni. Orbene, il ponte tra materia ed energia è l’emozione. Motion, nella sua etimologia, che significa "movimento".
Se bloccate le vostre emozioni, bloccate la possibilità di operare con l’energia. Al contrario, più siete in coerenza tra le vostre emozioni, i vostri pensieri e le vostre azioni, più la vostra energia sarà, naturalmente, moltiplicata.
Certo, può darsi che abbiate bisogno di un aiuto esterno. Non esitate a trovare un accompagnatore, che sia io o qualcun altro di cui vi fidiate.
Infine, è accogliendovi nella vostra interezza, facendo pace con la vostra vita, che troverete o ritroverete il vostro vero equilibrio. Provate piacere nella vostra pratica quotidiana? Se non è così, cambiate qualcosa! Certo, ci sono mattine in cui si è meno motivati, in cui la quantità di lavoro da fornire può sembrare austera, ma è proprio allora ancora più necessario ritrovare una sfida personale, un senso a ciò che fate. Lo stesso vale per l’equilibrio di tutti i vostri centri d’interesse, non solo della vostra attività professionale. Date valore alle vostre amicizie, alla vostra famiglia, alle vostre curiosità in altri ambiti? Uscire o fare una passeggiata? Leggere, stare da soli? La vostra passione per le crostate al limone o la vostra conoscenza del cinema? Non sono solo particolarità della vostra personalità. È il vostro equilibrio. L’omeostasi, come si dice in biologia. Ed è il vostro essere che si svela attraverso molteplici vie. Riconoscendo questo, riconoscete voi stessi e permettete alla vostra mente di non credersi più sotto pressione in un’unica e sola voce, in un’unica e sola maniera.
E la vostra mente ne ha bisogno. Come voi avete bisogno di respirare, anche lei ha bisogno di essere rassicurata per funzionare bene. Non rassicurata in modalità "sotto il piumone"! Ma rassicurata in modo che possa dirsi: "ok, mi fa paura ma ne siamo capaci. Allora andiamo, sarà divertente!"
Il lasciar andare non è quello stato trascendentale a cui le propagande New Age vorrebbero far credere. È qualcosa di molto semplice che consiste nel non mettere pressione su un punto sbattendo continuamente la testa contro lo stesso muro. Come in una relazione, potreste detestare che il vostro partner vi metta pressione! Ebbene, è la stessa cosa con la vostra arte. Lasciatela respirare. Fidatevi di lei! Il vostro compito è percepire e nutrire questo equilibrio dentro di voi fino a tenervi stabili, e sentirvi così bene ed equilibrati che la vostra attenzione potrà essere utilizzata in modo ottimale, quali che siano i risultati.
Come uno strumento a cui si rimettono ciascuna delle corde necessarie prima di poterlo accordare al giusto diapason, poco a poco il vostro cervello si sincronizzerà, cioè la vostra mente (emozioni, mente, corpo) funzionerà in coerenza. Come un computer sincronizzato con il vostro smartphone! E non immaginate quanto vi sembrerà allora piacevole, semplice, evidente! Perché tutto il vostro essere andrà nella stessa direzione, senza che uno freni mentre l’altro accelera. E non vi resterà che seguire la vostra strada, che piova, che soffi il vento o che splenda il sole.
Di tutto cuore,
Augurandovi divertimento, ispirazione o gioia
Nel talento che è il vostro!
Hélène Tysman per L’Ipnosi del Musicista©